Dalida Bazzarelli

Da Dalida Bazzarelli | September 9, 2020



Sono Dalida Bazzarelli, nata nel 1958 in Francia, e questo spiega il mio nome “Dalida”, nota cantante popolare in quel momento.

Alla fine dei miei studi (con indirizzo linguistico), ho scelto l’Italia per svolgere lo stage di fine corso. Dai tre mesi inizialmente previsti, sono rimasta per due anni in quell’azienda, situata nelle vicinanze di Roma.

L’amore per la montagna mi ha portata a passare alcuni giorni sul Monte Rosa. Lì, ho conosciuto Corrado Paganone, un ragazzo di Pont-Saint-Martin, che ho poi sposato. Ecco come sono diventata “ponsammartinese” da ormai quarant’anni.

Qui ho cresciuto i miei due figli, Lara e Damiano. Assecondandoli nelle loro scelte sportive, ho dato il mio contributo alla creazione di uno sci club “bassa Valle”, e ho aiutato centinaia di bambini ad imparare a sciare. Ho sempre dato molta importanza all’attività sportiva, perché credo sia fondamentale nella crescita dei giovani, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista della disciplina mentale, soprattutto se si pratica a livello agonistico.

Ho lavorato per tantissimi anni come traduttrice presso la Olivetti di Ivrea, e pensavo sinceramente che avrei finito la mia carriera lavorativa lì. Purtroppo, com’è noto a tutti, la grande azienda ha cessato di esistere, e ho dovuto rimettermi in gioco professionalmente: ho pensato di “inventarmi” il lavoro, ampliando l’attività di artigiano elettricista di mio marito con l’apertura di un punto vendita, ovviamente di materiale elettrico. E dopo altri dieci anni da “artigiana”, eccomi arrivare a breve al traguardo della pensione.

Mi candido ora, non perché penso di poter fare meglio di altri, ma perché penso di poter fare qualcosa anch’io per il mio paese. Sono una persona propositiva, capace e desiderosa di star bene all’interno della propria comunità, convinta che il buon vivere quotidiano crei serenità, aggregazione, quindi identità.

Durante questi 40 anni di vita a Pont-Saint-Martin, ho avuto la sensazione di vedere un paese crescere e poi decrescere: la perdita delle attività industriali, la chiusura delle scuole, il poco spazio alle associazioni, la mancanza di attenzione per i giovani, scelte politiche non sempre prioritarie per il cittadino…

Il mio desiderio non è di grandi progetti, ma di tante sinergie all’interno della comunità fra componenti economiche, turistiche, culturali, sportive, affinché si possa creare una rete e ridare alle persone un senso di appartenenza e poter dire J’aime Pont-Saint-Martin.