Augusto Beuchod

Da Augusto Beuchod | September 8, 2020



Sono Augusto Beuchod, ho 78 anni, sono in pensione e posso dire da sempre mi occupo di politica.

Il 23 agosto 1944 ero sul terrazzo di casa e vedo sbucare sopra il “Bec Renon” degli aerei, bellissimi, riflettevano il Sole. Chiamo mia mamma, lei mi prende al volo, mi mette sotto al letto, e poi il finimondo. Mia sorella piangeva, io tremavo come una foglia, mio fratello fuori casa, mio padre al lavoro, mia mamma era disperata.

Alcuni giorni dopo prepariamo le valigie e tutta la famiglia si trasferisce dai nonni a Piero, frazione di Curiglia (VA).

A Curiglia è nato il commendatore Carlo Viola, proprietario della fabbrica “ILSSA VIOLA”

Dopo tre anni, ritorniamo a Pont e termino la scuola dell’obbligo. L’ILSSA VIOLA entra in crisi e di conseguenza i miei programmi sono stravolti: mi iscrivo al Centro Formazione Metalmeccanici (CFM) dell’Olivetti.

Fra le materia che si studiava c’era “Cultura Politica, Economica e Sindacale”, tenuta dal professore Prat Ferdinando (ex internato a Matausen), e li nel mio cervello si insinua un’idea: cosa devo fare nella mia vita se non quello di mettermi a disposizione del prossimo, sia in fabbrica che fuori?.

Poi nel ’59 mi assegnano alla “officina H” – la mitica – insieme ad altri 60 lavoratori. Nel 1960 mi iscrivo al sindacato e divento il delegato dell’officina H, carica che ho mantenuto fino alla pensione.

Durante il mio percorso lavorativo ho avuto diverse proposte di promozione, che mi avrebbero però vincolato a modificare il mio modo di agire, ad assoggettarmi. Non ho mai accettato, come potevo poi guardare negli occhi i miei compagni di lavoro e contraddire quello in cui ho sempre creduto. Sono andato in pensione col nomignolo “operaio provetto che tira il carretto”, il mio doppio senso.

Non tutti i mali vengono per nuocere. Durante la mia carriera ho aiutato tante persone e la loro gratitudine è sempre stata uno stimolo per andare avanti. E così ho continuato in pensione: ho lavorato al Patronato, sono stato responsabile della università della terza età – 156 iscritti, 25 corsi all’anno tra laboratori, formazione e sport – ho fatto parte della Pro Loco ai tempi del presidente Badery Bono, sono stato nel direttivo della società operaia di mutuo soccorso.

Nel 1975 sono stato per la prima volta consigliere comunale e così è stato per le seguenti legislature. Ed eccomi qua, di nuovo pronto a cercare di dare una svolta al nostro paese, mettermi a disposizione di voi concittadini, che meritate più attenzione di quella che vi han dato le recenti legislature.

Io ho una certa età, ma questo è ininfluente: giovani o anziani quello che conta è aver la salute e la forza per poter continuare a fare politica. Io non voglio promuovere la politica sporca, quella che viene fatta per i propri interessi, io desidero che i giovani si avvicinino alla politica attiva, mettendosi a disposizione del prossimo e le persone comprendano che ogni azione che fanno è politica ed è nel loro interesse parteciparvi.

DateVi una mano votando la lista n.1, per poter risollevare il nostro paese.